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Costruire Green, sfida possibile!

Mario Zoccatelli - 1a parte

 

Presidente di GBC Italia

Il Presidente del Green Building Council Italia ci racconta la nascita, lo sviluppo e i diversi impieghi di questo nuovo strumento di costruzione "eticamente sostenibile", LEED. Mario Zoccatelli, presidente del Green Building Council Italia, è stato intervistato da Marco Mari per videodimpresa. Il Presidente ci racconta cos'è il sistema LEED e come si utilizza questo nuovo strumento di costruzione "responsabile".

Trascrizione

Siamo andati al SAIE 2010 a intervistare Mario Zoccatelli, presidente del Green Building Council Italia, e a capire come con il suo sforzo e quello dei soci, LEED viene diffuso in Italia.

Beh, del Green Building Council penso bene, naturalmente; è un’associazione che non ha scopo di lucro, è composta da operatori, non singoli individui ma società, associazioni, istituzioni che hanno relazione con la filiera dell’edilizia nel suo insieme.  E’ un’associazione che tende ad includere, non escludere, sulla base di obiettivi condivisi, ovvero la sostenibilità nell’edilizia.

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Siamo andati al SAIE 2010 a intervistare Mario Zoccatelli, presidente del Green Building Council Italia, e a capire come con il suo sforzo e quello dei soci, LEED viene diffuso in Italia.

Beh, del Green Building Council penso bene, naturalmente; è un’associazione che non ha scopo di lucro, è composta da operatori, non singoli individui ma società, associazioni, istituzioni che hanno relazione con la filiera dell’edilizia nel suo insieme.  E’ un’associazione che tende ad includere, non escludere, sulla base di obiettivi condivisi, ovvero la sostenibilità nell’edilizia.

Noi abbiamo attualmente 400 soci distribuiti in tutta Italia, e in tutti i settori: ci sono società di progettazione, di costruzione, che fabbricano componenti; ci sono Real Estate; ci sono agenzie che operano nel campo della certificazione a tutto tondo; abbiamo tutte le più prestigiose sedi Universitarie in Italia. Abbiamo anche Comuni, la provincia di Trento che è l’ambito all’interno del quale è nato, è stato promosso il GBC Italia: un’associazione localizzata in un territorio che ha un’antica tradizione di sostenibilità ma una vocazione nazionale e internazionale.

La prima cosa che abbiamo chiesto è: perché GBC Italia ha scelto un modello internazionale?

I GBC sono una rete e sono tutte associazioni senza scopo di lucro a livello internazionale. Quello americano è una re-incarnazione di un antico principio tipico della società americana: la società si fa carico dei problemi pubblici. Ad un certo punto hanno pensato di fare qualcosa per la sostenibilità: i soci del GBC si sono messi insieme e hanno elaborato loro stessi una proposta, che si è tradotta in un strumento chiamato LEED (Leadership in Energy Environmental Design). Stiamo parlando di un manuale tecnico molto rigoroso e approfondito. Lo hanno offerto poi sia al mercato che alle istituzioni.

Il sistema LEED è un sistema volontario, e viene applicato su base volontaria; nessuna legge lo prescrive o lo richiede in maniera statutaria. Come mai questo grande sviluppo?

Questa è una storia molto interessante. Effettivamente quando loro hanno incominciato erano pionieri assoluti. Cosa è successo? Cominciava ad aumentare la consapevolezza del problema ambientale. Nel capitalismo americano di sono imprenditori che hanno una coscienza ambientale e hanno deciso autonomamente che avrebbero voluto fare edifici di questo tipo. Presa questa decisione, hanno scoperto che esisteva uno strumento, che era LEED. Lo stesso è successo presso città, ad esempio Seattle che aveva una policy green. Stiamo parlando del periodo dopo Kyoto. Hanno scoperto che esisteva questo prodotto, che allora era nella sua versione Uno. Le prime esperienze sono state positive, per cui c’è stato un effetto-moltiplicazione. In questo momento è uno strumento che a livello globale è il più prestigioso, riconosciuto da multinazionali, da governi, da grandi iniziative. Sarà un caso, ma tutte le Olimpiadi, da pechino a Rio de Janeiro, useranno LEED: questo è un grande modello di legittimazione. Ma ormai è anche il capitale internazionale e la finanza, perché è diventato sinonimo di qualità.

Dato che il sistema LEED è un sistema di misura, di rating complesso, tale complessità non corre il rischio di far perdere dietro meandri burocratici le organizzazioni che lo utilizzano?

Questo è uno strumento di natura anglosassone che non ama definizioni, che poi non siano descrivibili e misurabili. Ci sarà una ragione se il mondo lo sta apprezzando. Questo libro può fare un po’ di impressione, ma un buon professionista italiano ce la può fare tranquillamente, tanto è vero che abbiamo casi positivi di edifici che raggiungono livello elevati di certificazione, come il GOLD, e sono realizzati da piccole aziende. E’ quindi un sistema che richiede solo bravi professionisti con buona volontà. E’ chiaro che, se invece di fare un piccolo edificio si parla di grattacieli, di grandi complessi, occorrono buoni professionisti che li sanno fare.

LEED è un sistema di rating, quindi comunque fornisce un punteggio che rappresenta il valore della sostenibilità dell’edificio. Ma oltre a questo punteggio, vengono date altre informazioni?

LEED non è solo un sistema di valutazione. E’ sicuramente anche questo, ma prima di tutto dà linee guida per la proprietà, linee guida che aiutano i progettisti, linee guida per i costruttori, e solo alla fine diventa un sistema di valutazione. In realtà questo strumento è un organizzatore di conoscenze e del processo. Questo sistema, tra le altre conseguenze, introduce il controllo di processo di tutta la filiera dell’edilizia.

Il secondo aspetto è che stiamo parlando di numerose dimensioni, perché controlla il rapporto tra l’edificio e il sito: l’edificio deve avere l’impatto più basso possibile sotto tutti i punti di vista, quindi non sono quello energetico –deve consumare ed emettere poca acqua, consumare pochi materiali e produrre pochi rifiuti.

Queste sono tutte le dimensioni che vengono misurate, e di tutte 7 o 8 sono obbligatorie, il resto è facoltativo; quindi ogni proprietà, progettazione o costruzione può decidere quale “menu”, quale ricetta utilizzare per il proprio edificio. Uno può spingere molto sull’efficienza energetica, l’altro predilige la qualità interna: ad esempio, per le scuole quest’ultima è molto importante.

 

www.videodimpresa.com


Categorie

CANALI: Etica & Sostenibilità
FORMAT: Punti e Capi

Commenti

molto interessante!
Simone Turrini il: 08.02.2011

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