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Scelte sostenibili

Antonio Di Giorgio

 

Responsabile sistema gestione ambientale dell'ausl di Ferrara

Affrontare tematiche ambientali non è mai facile, e non è mai chiaro il modo in cui farlo. Antonio Di Giorgio, responsabile gestione sistema ambientale dell'Ausl di Ferrara, racconta a videodimpresa la sua esperienza. Lui, e il suo staff, hanno deciso di affrontare il tema in modo originale e divertente, ma di sicuro impatto, attraverso il teatrodimpresa.

Trascrizione

Sistema di gestione ambientale: che cos’è? E’ una cosa che non è nota a tutti quanti, anche nelle organizzazioni, è difficile da comunicare. Abbiamo deciso di rivolgerci ad Antonio di Giorgio, responsabile del sistema di gestione ambientale dell’Ausl di Ferrara, che è riuscito a comunicare questo tema così importante in una maniera molto innovativa.

Noi abbiamo realizzato un evento formativo: è un convegno, il 20 di ottobre, che –direi per la prima volta- ha previsto l’intervento di attori professionisti, che hanno portato in scena i temi dell’ambiente, andando sul pratico e cercando in questo modo di sensibilizzare gli operatori, che sono anche cittadini, a tali temi, quali il risparmio energetico, la mobilità sostenibile, la gestione dei rifiuti.

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Sistema di gestione ambientale: che cos’è? E’ una cosa che non è nota a tutti quanti, anche nelle organizzazioni, è difficile da comunicare. Abbiamo deciso di rivolgerci ad Antonio di Giorgio, responsabile del sistema di gestione ambientale dell’Ausl di Ferrara, che è riuscito a comunicare questo tema così importante in una maniera molto innovativa.

Noi abbiamo realizzato un evento formativo: è un convegno, il 20 di ottobre, che –direi per la prima volta- ha previsto l’intervento di attori professionisti, che hanno portato in scena i temi dell’ambiente, andando sul pratico e cercando in questo modo di sensibilizzare gli operatori, che sono anche cittadini, a tali temi, quali il risparmio energetico, la mobilità sostenibile, la gestione dei rifiuti. Abbiamo quindi cercato di trattare tematiche già affrontate negli anni, in un modo però nuovo, piacevole.

Quindi, avete cercato di trattare questi temi innovativi in maniera del tutto originale.

Sì, certamente, perché il metodo tradizionale è quello delle lezioni cosiddette frontali,  ma il processo si evolve, i metodi cambiano, cambia la tecnologia. Quello che noi quindi abbiamo cercato di fare è di attirare l’attenzione su tematiche note, trattate però in modo diverso. Noi affrontiamo da anni questi argomenti: dal 2001 esiste un gruppo regionale che si occupa di questo, e quindi sono anni che noi andiamo dicendo certe cose, che hanno portato anche a risultati piuttosto lusinghieri nel campo della riduzione della produzione di rifiuti, nel campo della sicurezza degli operatori e nella corretta gestione del rifiuto. Tematiche però o nuove, come in questo caso, o “vecchie” come quello dei rifiuti, dette in un certo modo da persone esterne quali erano gli attori, hanno fatto successo e i risultati poi ci hanno dato ragione, lo abbiamo visto dai questionari di gradimento e dagli attestati di stima che ci sono giunti. Vogliamo infatti andare avanti con l’esperienza e ripeterla, magari trattando altri argomenti. Questo approccio nuovo  è piaciuto molto, ha reso il convegno più piacevole, e soprattutto credo abbia toccato le corde, il profondo degli operatori.

Ma non c’è il rischio che l’utilizzo di una metodologia così innovativa, come addirittura l’utilizzo di attori in scena in un convegno, possa squalificare poi l’importanza dei temi che in quello stesso convegno sono stati trattati?

Chiaramente, quello è un aspetto da prendere in considerazione, però devo dire che quando c’è una preparazione elevata, c’è un confronto fra coloro che operano nel settore, nell’azienda, e coloro che devono mettere in scena queste tematiche, direi che il risultato è positivo. La verità è che ci vuole un lungo lavoro di preparazione, confronto per metabolizzare le tematiche da parte degli attori, e per metabolizzare le tecniche da parte dei professionisti del settore. Quando c’è tutto ciò, c’è anche il risultato, ma effettivamente quello di cui parlavi è un aspetto da tenere in considerazione, di cui si è discusso.

Voi siete comunque riusciti ad evitarlo, oppure qualche critica è arrivata per l’utilizzo di questa metodologia?

No, anzi, veramente è stato un coro di esaltazioni, di attestati di stima arrivati anche da persone che non conoscevo, al di fuori di questo ambiente. E’ qualcosa di cui si è parlato in tutta la città, devo dire che l’effetto che ha prodotto è stato notevole: se ne è parlato nel campo scolastico, perché erano presenti anche scolaresche, nel campo politico, perché anche le autorità politiche presenti hanno dimostrato di apprezzare molto la cosa. 

E una criticità? Qualche aspetto che l’ha fatta un po’ riflettere, pensare sull’opportunità di utilizzare questo strumento?

Sicuramente la difficoltà più grande è stata quella di mettere in scena tematiche molto tecniche, quindi all’inizio c’è un po’ di paura, di scetticismo: come verranno trattate queste tematiche? Da parte nostra, come professionisti e tecnici della materia, c’era il dubbio -e se vogliamo lo scetticismo- riguardo a come sarebbero potute essere tradotte in pratica queste materie. A loro volta, gli attori avranno trovato qualche difficoltà nel momento in cui dovevano impadronirsi di materie che non conoscevano. Due mondi diversi, se vogliamo distanti, che dovevano comunicare tra di loro, quindi ognuno impadronirsi un po’ delle tecniche, degli strumenti, delle conoscenze dell’altro. Questa era la sfida da raccogliere e da realizzare.

Insomma, si è trattato di un convegno, perché era un convegno; si è trattato di uno spettacolo teatrale, perché era uno spettacolo teatrale; ma i due sono stati fusi in maniera tale da ottenere un qualcosa di nuovo, unico, che ha grandemente favorito la diffusione di un’idea positiva sulla sensibilità all’ambiente.

 

www.videodimpresa.com


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