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Riusa, Riduci, Ricicla... anzi, Rigenera!

Maria Silvia Pazzi

 

Ceo di Regenesi

Maria Silvia Pazzi ci racconta come è riuscita a fondere insieme le sue più grandi passioni: design, sensibilità ecologica e studi economici. Da qui è nata un'idea chiamata Regenesi.

Trascrizione

Dopo l’intervista a Mario Zoccatelli di Green Building Council, continuiamo con la nostra serie di interviste ecologiche o comunque connesse a questo mondo, parlando con Silvia Pazzi di Regenesi, che ha creato qualcosa di molto particolare.

Regenesi è un’azienda che realizza oggetti di design e accessori di moda. Lo fa utilizzando solamente materiali di riciclo.  Ciò vuol dire che utilizziamo materiali rigenerati creando oggetti di bellezza ancora superiore. Oggetti intelligenti, che hanno una storia da raccontare e che soprattutto permettono di diminuire gli sprechi, e in generale, i rifiuti che ci circondano.

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Dopo l’intervista a Mario Zoccatelli di Green Building Council, continuiamo con la nostra serie di interviste ecologiche o comunque connesse a questo mondo, parlando con Silvia Pazzi di Regenesi, che ha creato qualcosa di molto particolare.

Regenesi è un’azienda che realizza oggetti di design e accessori di moda. Lo fa utilizzando solamente materiali di riciclo.  Ciò vuol dire che utilizziamo materiali rigenerati creando oggetti di bellezza ancora superiore. Oggetti intelligenti, che hanno una storia da raccontare e che soprattutto permettono di diminuire gli sprechi, e in generale, i rifiuti che ci circondano.

Come le è venuta in mente questa idea di Regenesi?

Regenesi è un progetto che mi assomiglia enormemente: la mia sensibilità ecologica, la mia attenzione quotidiana al riciclo, anzi, famigliare, perché i miei figli quotidianamente riciclano, e lo fanno con molta fatica ma anche con soddisfazione,dato che a fine settimana , se questo viene fatto ogni giorno.

Quindi lei li costringe…

Sì, diciamo così, diciamo che lo faccio a fin di bene…lo stanno capendo, anche perchè ormai hanno un età in cui è più facile comprendere, anche vedendo gli oggetti che Regenesi realizza. Per noi è molto importante utilizzare materiali che vengono direttamente dalla raccolta differenziata, perché fa capire come un gesto quotidiano possa veramente diventare un’opportunità, in questo caso un’opportunità di business.

Quindi, la sua sensibilità ecologica l’ha coniugata con la creazione di un’opportunità di business.

Assolutamente, la posso unire con la mia professionalità di carattere prettamente aziendalista, quindi economica,  e con una grande passione per il design. Tutti questi ingredienti hanno fatto nascere Regenesi.

Ci fa qualche esempio di prodotti Regenesi, così possiamo capire di cosa si tratta?

Ad esempio, un piccolo soprammobile che può fungere da contenitore,deriva dalle parti interne dei frigoriferi. Elettrodomestici che erano stati consegnati alle isole ecologiche, naturalmente, che con un’opportuna trasformazione tecnologica ci portano poi ad avere i materiali per poter realizzare questi oggetti.  E ancora, questa ciotola disegnata da Denis Santachiara, che deriva da 16 lattine, quindi è un materiale realizzato dal loro riciclo.

Lei ha appena citato un designer famoso. Come è riuscita a contattare lui, o altri designers?

Noi siamo seguiti, e collaborano con noi, 5 designers noti a livello internazionale. Sono loro che, per passione e curiosità, si sono avvicinati a un’azienda in quel momento non ancora creata, dato che ha poco più di 2 anni e si può ancora considerare una Start Up. Sono persone sicuramente speciali, che hanno capito come i temi che volevamo affrontare come mission aziendali erano in realtà temi importanti, non solo nel mondo quotidiano ma anche nell’economia e nel mondo futuro, e che quindi hanno desiderato esplorare questi temi assieme a noi.

Questa spinta verso l’ecologia non è un po’ troppo abusata?

Diciamo che quando Regenesi è nata, non se ne parlava ancora tanto. E’ vero, la parola sostenibilità purtroppo è spesso utilizzata come leva di marketing, perché è una facciata al di là quale non c’è realtà, sostanza, azioni pratiche e concrete rispetto a questi temi. Ognuno di noi gioca la propria partita: per noi la sostenibilità è una mission aziendale, per cui ovviamente ci crediamo, e quotidianamente ci impegnamo su questo.

Per una donna è stato più facile o difficile intraprendere questa strada a metà tra l’arte, il design, il riciclo e, comunque, il business?

Credo che una donna per sua abitudine sia capace di gestire la complessità, perché da sempre coniuga la famiglia con il lavoro, con tutte le altre attività, quindi da questo punto di vista sicuramente è stato più semplice.

Dove posso trovare i vostri oggetti?

Sicuramente li può trovare in vendita sul nostro sito, che è www.regenesi.com, che è un sito dove appunto c’è uno spazio e-commerce accessibile in tutto il mondo. Può trovarli anche in alcuni temporary show-room fisici, prevalentemente negli shop dei musei, così pure temporaneamente in alcuni eventi legati al mondo dell’arte e design, come ad esempio la Biennale di Venezia, e la Design Week che si terrà nei prossimi mesi a Milano.

Il futuro di Regenesi?

Credo che questa azienda abbia una grande sfida davanti; è ancora una realtà piuttosto unica sul mercato. Questo sicuramente è avvincente, ma allo stesso tempo faticoso, perché come tutti i pionieri, quando si viaggia in solitudine, il solitario è impegnativo. Credo fermamente che i temi ecologici faranno parte di noi e della nostra vita futura, non è prettamente una moda, ma sono valori che ci affiancheranno nei prossimi decenni. Penso che ci sarà una valorizzazione sempre maggiore di oggetti come i nostri.

Quindi, le 3 R che ci consentono di affrontare in maniera migliore il problema dei rifiuti che tutti i giorni produciamo sono Riusa, Riduci, Ricicla…anzi, Rigenera!

 

www.videodimpresa.com


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