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Fango, sudore e impresa

Andrea Dalledonne - seconda parte

 

Consulente di strategia e polemologo

Nella seconda parte di "Fango, sudore e impresa" Andrea Dalledonne ci parla di entusiasmo, motivazione, leadership e ci illustra la formula del comando! Ovviamente non mancheranno i grandi esempi tratti dalla storia!

Trascrizione

Seconda parte dell’intervista ad Andrea Dalledonne. Andrea, lei ha parlato di entusiasmo e motivazione: ci spiega la differenza?


L’entusiasmo è la radice, la vera essenza della vittoria. L’entusiasmo parte dalla radice etimologica en-theos, Dio dentro di noi, quindi essere pervasi da una forza divina, da un’energia che ci fa fare cose che altrimenti non faremmo mai. E’ un qualcosa che permane, una piccola scintilla all’interno di ogni uomo o donna, soffocata dalla paura, che è il sentimento, l’emozione più forte che condiziona tutta la nostra vita.
 

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Seconda parte dell’intervista ad Andrea Dalledonne. Andrea, lei ha parlato di entusiasmo e motivazione: ci spiega la differenza?


L’entusiasmo è la radice, la vera essenza della vittoria. L’entusiasmo parte dalla radice etimologica en-theos, Dio dentro di noi, quindi essere pervasi da una forza divina, da un’energia che ci fa fare cose che altrimenti non faremmo mai. E’ un qualcosa che permane, una piccola scintilla all’interno di ogni uomo o donna, soffocata dalla paura, che è il sentimento, l’emozione più forte che condiziona tutta la nostra vita. L’uomo, nel mio modo di vedere, è condizionato sempre e solo dalla paura, che normalmente ti spinge a non fare, a non prendere le decisioni, ad aumentare i livelli di incertezza, a non essere capace d affrontare il rischio e a chiuderti sempre di più all’interno di te stesso. L’entusiasmo è la forza diametralmente opposta, è questa scintilla che però dev’essere generata normalmente dall’esterno. La forza attraverso la quale Annibale si è fatto seguire da decine di migliaia di uomini, dalla lontana Spagna sino a giungere a Roma, che ha portato Napoleone a fare le grandi cose che ha fatto, che ha portato il generale Eisenhower a far sbarcare in Normandia milioni di persone.


La motivazione è invece una forza che troviamo al nostro interno, molto più razionale, è un modo per sconfiggere la paura attraverso il comportamento razionale. Secondo me quando si dice di un leader “un grande motivatore” si commette un grandissimo errore. Nessuno è un grande motivatore: essa la devi trovare dentro di te. Un leader genera entusiasmo, si fa seguire, fa sognare affinchè le nostre paure vengano abbandonate, vengano trascurate rispetto al grande sogno in cui questa persona ci fa entrare.


Ci racconta qualche aneddoto?


Pensiamo alla grande campagna che porto Napoleone alla sua vittoria più grande, la vittoria di Austerlitz quando sconfisse in un colpo solo i Russi e gli Austriaci. Immaginiamo queste strade polverose verso i confini orientali della Francia, decine di migliaia di uomini, carri, salmerie, cannoni, marciavano andando verso Austerlitz. Napoleone, guardando questa immensa colonna di uomini e di mezzi, a piedi e a cavallo in un’enorme nube di polvere, chiamò a sé il suo Stato Maggiore e disse: “Se noi piantiamo degli alberi lungo le strade, otterremo due effetti: il primo è che i nostri soldati marceranno all’ombra, il secondo è che il nemico faticherà a riconoscere i nostri soldati.” Bernier, il capo del suo stato maggiore, rispose:” Ma Sire, ci vorranno vent’anni…”
Lui, con uno dei suoi sguardi tipici, ribatté: “E’ un buon motivo per cominciare subito!”


Questo aneddoto per dimostrare la forza, la visione, la capacità di vedere oltre, una strategia superiore; e, di fronte, i soliti piccoli uomini che ci circondano, che creano i problemi, che sanno vedere solo le difficoltà.  Quante volte ci siamo trovati a fare una riunione, ad avere un’idea, un’intuizione, a vedere un progetto, un’opportunità e siamo stati frenati, perché dominati dalla paura e privi di entusiasmo di vedere i mille problemi, le mille difficoltà che ci sono nel raggiungere un obiettivo.
Tutti i grandi della storia hanno avuto la grande capacità di vedere il risultato, l’obiettivo, anche se a lunghissima distanza, non farsi fermare dai dubbi e dalle paure che sono sempre  tantissimi.


Caratteristica della leadership di ieri e di oggi?


Ieri e oggi non c’è differenza. Non esiste un concetto di Leadership oggi, 1000 anni fa, 5000 anni fa, tra 5000 anni. L’essere umano è esattamente lo stesso, risponde esattamente agli stessi stimoli. I soldati di Alessandro, di Annibale e le persone con cui oggi ci confrontiamo in azienda rispondono matematicamente agli stessi stimoli. Le variabili del comando sono sempre le stesse, la ricetta del comando è abbastanza nota, p stata sintetizzata in una formula: C al Cubo e I : Comando, Controllo, Comunicazione e Intelligence. Ecco i quattro elementi che connotano l’arte della leadership.


Comando. Ci aiuta una frase di De Gaulle, che scrisse: “Io prendo spesso decisioni imperfette, che si basano su informazioni imperfette.  Ma se aspettassi di avere tutto ciò che mi serve per prendere decisioni perfette, io sbaglierei sempre, perché giungerei sempre troppo tardi”.  Quindi, io decido. Prima dote del comando di colui che vuole comandare è: decidere. La seconda è l’esempio: dare l’esempio, che è la forza più importante attraverso la quale il leader comunica con le persone che lo circondano. E’ quell’elemento che scatena e dà l’entusiasmo. Ecco, questa forse è una delle carenze più importanti che vedo oggi: la capacità di dare esempi.


Controllo. Si esplica in una funzione importantissima del comando: premiare e punire. C’è una frase di Leonardo che su questo ci può insegnare tantissimo: “Non perdonare mai, ma non minacciare mai.” L’arte del comando si esplica in un corretto bilanciamento tra il premio e la punizione. Invito tutti a rileggere le pagine straordinarie di Machiavelli sulle qualità del Principe: amato, o temuto, e le conclusioni cui egli giunge: non vi è, purtroppo per noi, maggior forza e capacità nel Leader che quelle di generare timore e rispetto. L’amore non è una forza sufficiente a condurre gli uomini ad imprese eccellenti. Il rispetto ed il timore lo sono molto di più.


Infine, la Comunicazione. Innanzitutto, un capo deve sempre comunicare positività, mai incertezza. Un capo decide sempre, immediatamente e comunica questa sua forza a  coloro che lo circondano.
L’elemento dell’Intelligence è uno dei più importanti e trascurati: la capacità di capire quali informazioni servono per prendere decisioni corrette. Vorrei concludere con una frase straordinaria di Napoleone, che scrisse quando aveva solo 16 anni. Quando gli venne chiesto di definire l’arte di vincere, rispose:  “L’arte di vincere consiste nel calcolare matematicamente l’incidenza del caso. Ciò fatto, il risultato di una battaglia sta in un istante, in un’intuizione irripetibile.” Credo che una descrizione migliore dell’arte del comando non possa essere data.  

www.videodimpresa.com


Categorie

CANALI: Strategia
FORMAZIONE: Il Prof

Commenti

Il sito internet di Andrea Dalledonne è www.addup.it Andrea ha anche scritto un libro: Vincere, che impresa! di andrea Dalledonne e Giacomo Grilli Simone
Simone Turrini il: 06.04.2011
Veramente stimolante, il fascino della storia in chiave di vita d'impresa, non conoscevo questa disciplina ma la polemologia offre spunti molto interessanti. Se Potete pubblicare una bibliografia. Grazie marcella
marcella il: 23.03.2011

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