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Hiring e Biking: la gestione delle persone in salsa Ducati

Luigi Torlai - seconda parte

 

HR Director di Ducati Motor Holding Spa

Tradizione emiliana, stile italiano e vocazione internazionale: ovvero la gestione delle persone tra tortellini e benzina! Questo e molto altro nell'intervista a Luigi Torlai, HR Director di Ducati Motor Holding.

Trascrizione

Intervista a Luigi Torlai, HR Director di Ducati Motor Holding SpA – seconda parte.

Ducati è famosissima in tutto il mondo, ma è “un’aziendina” di Bologna, nel senso che viene percepita dai bolognesi come propria, come se fosse ancora una piccola azienda di tanto tempo fa. I vostri giovani hanno l’opportunità di crescita all’estero, o si fermano ad un’esperienza di altissimo livello tecnico, ma bolognese?

Noi siamo molto attaccati al territorio, quindi uno dei segreti della nostra ricerca è che noi comunque tendiamo ad avere con noi in squadra persone che qui non sono di passaggio. Questo non significa che debbano essere bolognesi, ci sono tanti ragazzi –io compreso, anche se non sono più un ragazzo- che vengono dal Sud, ma che hanno in questa zona motivi, radici e scelte di vita. La “bolognesità” a noi piace molto e ne facciamo un vanto.

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Intervista a Luigi Torlai, HR Director di Ducati Motor Holding SpA – seconda parte.

Ducati è famosissima in tutto il mondo, ma è “un’aziendina” di Bologna, nel senso che viene percepita dai bolognesi come propria, come se fosse ancora una piccola azienda di tanto tempo fa. I vostri giovani hanno l’opportunità di crescita all’estero, o si fermano ad un’esperienza di altissimo livello tecnico, ma bolognese?

Noi siamo molto attaccati al territorio, quindi uno dei segreti della nostra ricerca è che noi comunque tendiamo ad avere con noi in squadra persone che qui non sono di passaggio. Questo non significa che debbano essere bolognesi, ci sono tanti ragazzi –io compreso, anche se non sono più un ragazzo- che vengono dal Sud, ma che hanno in questa zona motivi, radici e scelte di vita. La “bolognesità” a noi piace molto e ne facciamo un vanto. Noi però siamo in tutto il mondo, in 94 Paesi, e la nostra presenza sta aumentando sempre più: abbiamo diversi ragazzi che partono e vanno a prendere ruoli di responsabilità nelle nostri filiali all’estero. Abbiamo diversi ragazzi in giro per il mondo che sono cresciuti qui e ora ci rappresentano nel mondo. Questo fa parte del gioco e credo che aprendoci sempre più all’estero, ci saranno ragazzi che da là verranno qui in Italia. L’importante non è dove sei nato, l’importante è che tu riesca ad inserirti e a diventare membro di una certa cultura.

 

Bisogna imparare a mangiare tortellini per arrivare in Ducati! Possiamo arrivare a questa conclusione?

Noi diciamo: “bisogna mangiare pane e benzina!” La nostra è un’azienda molto tecnica che ruota attorno al prodotto. Per noi il prodotto, la qualità, le sue caratteristiche sono la cosa principale, ciò che ci fa dormire tranquilli e pensare che domani ci potrà essere una Ducati, e anche dopodomani.

 

I successi che ha Ducati nelle corse, e l’arrivo del mitico Valentino Rossi, in qualche modo hanno impattato anche sulle politiche di hiring e gestione del personale, l’orgoglio, la passione o altro…?

Sì, anche questa cosa ha vantaggi e svantaggi. I vantaggi sono che noi abbiamo un’employability fantastica, le persone vogliono venire volentieri a lavorare da noi. Abbiamo un vastissimo campo su cui scegliere, e possiamo tenere l’asticella alta; il risvolto della medaglia è che le attese di queste persone verso l’organizzazione sono altissime, si innamorano della Ducati pensando di venire a lavorare in un posto dove tutti i giorni passa Valentino e gli dicono “Ehi Vale, come stai?”, dove tutti sono vestiti di rosso e vanno in motocicletta, e invece questo è un’azienda dove si lavora, anche duramente, non è diversa dalle altre.

 

Lei parlava della passione, del fatto che si mangia “pane e benzina” come moto propulsore di tutti quelli che lavorano qui dentro. E’ un discorso che di solito è rivolto al maschile. Il rapporto di questa azienda con il mondo femminile, qual è?

Ma no, abbiamo tante donne! Intanto in produzione ne abbiamo sempre di più, una media sempre più alta, e devo dire che essendo la produzione, il nostro principale lavoro, basato sugli assemblaggi, sia motore che veicolo, le colleghe esprimono una maggiore attenzione al particolare, al dettaglio, che sta diventando sempre più importante per la qualità. Siamo molto soddisfatti del personale femminile, negli uffici addirittura abbiamo una media del 44% di donne. Devo dire che non è molto sentita questa differenza, lavoriamo sempre a fianco, abbiamo due donne dirigenti nel nostro piccolo gruppo di manager. Grazie a Dio non ci poniamo molto il tema!

 

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CANALI: Capitale Umano, Storie d'impresa
FORMAT: Punti e Capi

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