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"L'uomo che odia il marketing!"

Gianluca Diegoli - terzo episodio

 

Esperto in comunicazione digitale

Ma le aziende hanno compreso le potenzialità del web 2.0? Il top management ha capito l'importanza di comunicare nell'era dei social media? L'abbiamo chiesto a Gianluca Diegoli, esperto di comunicazione digitale e blogger (www.minimarketing.it). Nel terzo, ed ultimo, episodio Gianluca analizza il fenomeno del viral marketing, e gli errori commessi dalle imprese. Inoltre ci regala alcuni preziosi consigli per le piccole-medie imprese che vogliono affacciarsi sul web.

Trascrizione

Gianluca, ci stai parlando di qualcosa di abbastanza noto nel mondo del marketing: il passaparola. Nel mondo del web, questo fenomeno sembra essere declinato in Virale.  Vuoi raccontarci qualcosa?


La viralità in Rete è stato uno dei primi mantra della nuova comunicazione. Dopo il successo di alcuni video veramente virali, le aziende hanno pensato di aver trovato una nuova gallina dalle uova d’oro:  rifare lo stesso meccanismo dello spot, che veniva trasmesso a milioni di occhi, ma con costi minori. L’idea era di fare il video virale, metterlo in rete, in qualche modo, milioni di persone l’avrebbero visto e se lo sarebbero passato tra loro, perché divertente.

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Gianluca, ci stai parlando di qualcosa di abbastanza noto nel mondo del marketing: il passaparola. Nel mondo del web, questo fenomeno sembra essere declinato in Virale.  Vuoi raccontarci qualcosa?


La viralità in Rete è stato uno dei primi mantra della nuova comunicazione. Dopo il successo di alcuni video veramente virali, le aziende hanno pensato di aver trovato una nuova gallina dalle uova d’oro:  rifare lo stesso meccanismo dello spot, che veniva trasmesso a milioni di occhi, ma con costi minori.

L’idea era di fare il video virale, metterlo in rete, in qualche modo, milioni di persone l’avrebbero visto e se lo sarebbero passato tra loro, perché divertente. Non funziona proprio così, perché il video virale presenta due problemi: il primo è che è sempre a caccia di novità. La prima azienda che ha un’idea nuova, intelligente e di successo brucia tutte le altre, ed è quindi sempre più difficile trovare idee che non sfocino nel bizzarro o nell’assolutamente improbabile per ottenere questo tipo di visualizzazioni. Un altro dei problemi dei video virali è che spesso hanno ben poca attinenza con quella che è la community alla quale parla l’azienda: non parla alle persone alla quale è rivolto il prodotto.

E’ un po’ come quando tutti si ricordano gli spot considerati di successo, ma nessuno ricorda la marca che veniva pubblicizzata. Per i video virali è un po’ la stessa cosa. Da una parte c’è la viralità, dall’altra il passaparola. Penso che il passaparola sia molto sottovalutato dai marketing manager, mentre la viralità sopravvalutata. Il passaparola è qualcosa che avviene ogni giorno, avviene online, torna offline, con mezzi digitali con sms, e-mail, altri messaggi che noi non vediamo ma non per questo non esistono, anzi! Quello che riusciamo a vedere è solo la punta dell’iceberg.


Il passaparola in Rete è un fattore potentissimo di diffusione; non è così facile spingerlo, crearlo; è probabile che sia più facile creare ottimi prodotti che abbiano un ottimo passaparola in Rete, piuttosto che creare a tavolino un ottimo passaparola in Rete che poi vada a sostenere prodotti mediocri. Questo ancora una volta si collega al fatto che il ruolo del marketing manager venga spostato, non possa essere più quello che riceve il prodotto già finito solo da mettere sul mercato, ma l’estensione di potere deve arrivare al concepimento del prodotto, magari allargato, in Rete, tornando al discorso  dell’ascolto.


Infine Gianluca, vuoi darci un consiglio per le piccole medie imprese italiane, per essere più efficaci sul Web?


Per le PMI il Web è un’arma eccezionale, perché ha tagliato completamente le soglie di accesso alla comunicazione che c’erano per qualsiasi altro mezzo di massa. La radio, la Televisione, i giornali avevano tutti soglie di accesso troppo elevate. Il Web è un modo di andare ad armi pari, con prodotti innovativi, a combattere con le grandi aziende. Il primo e secondo consiglio è quello di metterci la faccia: bisogna riuscire a mettersi in contatto con il proprio pubblico, con siti usabili, interattivi, che permettano alle persone di colloquiare direttamente.

La piccola media impresa non ha il problema del management, ma si configura in molti casi con l’imprenditore stesso. L’imprenditore è l’azienda: parlate ai vostri clienti, fate siti fruibili, chiedete ai vostri clienti come vorrebbero il sito, e non a voi stessi.


www.videodimpresa.com
 


Categorie

CANALI: Marketing
FORMAZIONE: Il Prof

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