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Augh! Parla Alce Nero

Massimo Monti

 

Amministratore Delegato di Alce Nero Mielizia SpA

Rispetto della natura e delle persone che ne fanno parte! Questo è lo spirito che alimenta, da sempre, Alce Nero. Abbiamo incontrato l'Amministratore Delegato di Alce Nero & Mielizia, Massimo Monti, che ci ha parlato dei valori aziendali, dell'attenzione che Alce Nero riserva ai prodotti in tutte le fasi di lavorazione, agli agricoltori che li producono ed al clienti finale. Obiettivo? Qualità Bio e contatto diretto con i Bio-fruitori!

Trascrizione

Siamo con Massimo Monti, Amministratore Delegato di Alce Nero. La prima domanda che ci sentiamo di rivolgere al dott. Monti è proprio questa: perché la scelta di questo nome per la vostra azienda?

Alce Nero è la traduzione in italiano del nome di un indiano americano, Black Elk, che è diventato famoso perché negli anni ’30 venne intervistato da un giornalista americano, e nel raccontare la sua vita –che poi è diventata un libro, “Alce Nero parla”- questo sciamano indiano racconta anche di come l’uomo bianco aveva perso gli equilibri con la natura e aveva fatto cose irrispettose della natura e anche di se stesso.

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Siamo con Massimo Monti, Amministratore Delegato di Alce Nero. La prima domanda che ci sentiamo di rivolgere al dott. Monti è proprio questa: perché la scelta di questo nome per la vostra azienda?

Alce Nero è la traduzione in italiano del nome di un indiano americano, Black Elk, che è diventato famoso perché negli anni ’30 venne intervistato da un giornalista americano, e nel raccontare la sua vita –che poi è diventata un libro, “Alce Nero parla”- questo sciamano indiano racconta anche di come l’uomo bianco aveva perso gli equilibri con la natura e aveva fatto cose irrispettose della natura e anche di se stesso. Il fondatore della –allora- cooperativa Alce Nero decise di titolare la cooperativa a questo personaggio, dato che per primi avevano iniziato a fare agricoltura senza usare prodotti chimici, quando ancora non esisteva la certificazione di biologico.

E che cosa è rimasto, oggi, di quella filosofia?

E’ rimasto senz’altro il rispetto per l’ambiente, per le persone, come gli agricoltori, che sono la nostra base perché la nostra azienda associa sia agricoltori italiani che del Centro- Sud America; il rispetto per la terra, le modalità con cui la terra viene lavorata; il rispetto per le modalità con cui i prodotti della terra diventano prodotti alimentari, che poi vengono mangiati; il rispetto delle persone in generale, anche quelle che lavorano dentro l’azienda.

Mi sta dicendo che è possibile avere un’azienda che fa reddito, anche rispettando, oggi, questi valori.

E’ possibile, noi ne siamo un piccolo esempio. E’ possibile perché oggi in particolare –e noi crediamo ancora di più nei prossimi anni- c’è un’attenzione crescente proprio per questi aspetti, di rispetto dell’ambiente, della natura. Questo permette, in un segmento di persone ancora piccolo, ma che sta crescendo -i consumatori attenti, che vogliono sapere come è nato il prodotto, chi l’ha fatto, come e quando è stato fatto- di offrire prodotti che usano materie prime di alta qualità, rispetto cui si sa chi le ha fatte e dove.   

Per forza di cose costano di più, ma c’è chi è disposto a pagare tale “di più” per avere tutte queste caratteristiche che hanno una valenza sia rispetto alla salute della persona, che rispetto all’ambiente.

Oggi, in Italia, quanti sono i consumatori sensibili a questi valori? Che caratteristiche hanno?

Non ho ancora precisato che noi ci occupiamo di biologico, e fare prodotti biologici significa non utilizzare prodotti chimici di sintesi in nessuna fase della produzione, quindi nella fase agricola, di trasformazione e di trasporto, di stoccaggio. Se parliamo di prodotti biologici, in questo momento in Italia incidono per circa il 2% sui consumi totali, forse un po’ meno.

Siamo un po’ indietro rispetto agli altri Paesi del Centro-Nord Europa. Quota ancora piccola, ma comunque in continua crescita: il biologico in questo momento sta crescendo, quando il mercato alimentare normale è in leggera flessione. Il biologico cresce del 10-12% come mercato.

Se parliamo dei consumatori di Alce Nero, nello specifico, parliamo di circa 700000 famiglie, diciamo che comprano almeno una volta all’anno un prodotto con il nostro marchio, contro il milione e mezzo di quelli che comprano almeno una volta un prodotto biologico.

Il nostro consumatore tipico ha una famiglia poco numerosa –quindi molti single o famiglie senza figli; ha un reddito leggermente superiore alla media, non molto, non è un fattore particolarmente caratterizzante il reddito alto, viceversa lo è di più il livello di formazione,culturale, che è ampiamente sopra la media. Altro fattore interessante che distingue il nostro consumatore è il fatto di non essere legato a un canale di acquisto in particolare, anche perché noi siamo presenti sia in negozi di biologico specializzati che nelle grandi distribuzioni, e di essere abbastanza aperto a nuove esperienze, di essere attento anche all’aspetto “ludico” del gusto.

 

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