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Prima regola: abbattere la timidezza!

Afsoon Neginy

 

Direttore di divisione Intercosmo e Direttore Marketing worldwide in Colomer Italy

Oggi a videodimpresa un ospite internazionale. abbiamo infatti incontrato Afsoon Neginy di Colomer Italy. Afsoon ha parlato di un problema molto comune in azienda: il mancato feedback. Molte volte per paura di ferire, di far sorgere un conflitto o paura di essere male interpretati si rinuncia a fare un commento sul lavoro. Sappiamo bene invece quanto sia importante il confronto e la condivisione per raggiungere gli obiettivi prefissati.

Trascrizione

E’ venuta a trovarci Afsoon Neginy, Direttore Divisione Intercosmo e Direttore Marketing Internazionale della stessa Intercosmo, che è  una divisione della Colomer Group, Multinazionale Spagnola operante nel settore tricologico.

Ad Afsoon abbiamo chiesto di raccontarci una sua esperienza sul principio di applicazione di feedback nella sua organizzazione.

Le prime volte che mi è capitato di pensare al feedback in maniera un po’ seria,  risalgono a qualche anno fa, quando ho avuto un nuovo incarico. Una nuova divisione, all’interno della stessa azienda, un po’ più grande, con più persone…

Le prime volte l’impressione è stata di persone estremamente cordiali, un gruppo compatto: sembrava ci fosse anche un’eccessiva armonia, in senso positivo, perché non sentivo mai litigate, discussioni animate, cose che comunque possono capitare, ed è anche giusto che vengano fuori, in un contesto lavorativo.

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E’ venuta a trovarci Afsoon Neginy, Direttore Divisione Intercosmo e Direttore Marketing Internazionale della stessa Intercosmo, che è  una divisione della Colomer Group, Multinazionale Spagnola operante nel settore tricologico.

Ad Afsoon abbiamo chiesto di raccontarci una sua esperienza sul principio di applicazione di feedback nella sua organizzazione.

Le prime volte che mi è capitato di pensare al feedback in maniera un po’ seria,  risalgono a qualche anno fa, quando ho avuto un nuovo incarico. Una nuova divisione, all’interno della stessa azienda, un po’ più grande, con più persone…

Le prime volte l’impressione è stata di persone estremamente cordiali, un gruppo compatto: sembrava ci fosse anche un’eccessiva armonia, in senso positivo, perché non sentivo mai litigate, discussioni animate, cose che comunque possono capitare, ed è anche giusto che vengano fuori, in un contesto lavorativo. Dopo un po’ di tempo, mi sono accorta in realtà che spesso le persone non si dicevano come erano veramente, come stavano le cose; in qualche modo, l’atteggiamento di un collega, il non aver portato a termine un lavoro, dava fastidio, e comunque si sentiva, ma piuttosto che farla uscire si preferiva non tirarla mai in ballo.  In questo modo, diventavo io quella che doveva fare da raccoglitore degli sfoghi. Questa è stata più o meno la dinamica.

Allora, ho provato a capire il perché di questa cosa, dato che per me era molto strano come atteggiamento; ho cercato di capire qual era il vero problema. Una delle cose che ho individuato -dato che le c’era un rapporto cordiale tra le persone, erano amici, andavano fuori insieme, c’erano persone della stessa età, ci si trovava bene anche fuori dal lavoro- in qualche modo non si aveva voglia di tirare fuori le divergenze sul lavoro. C’era anche, e c’è tuttora, la paura di offendere le persone. Quindi, ho individuato il tema principale, il nodo cardinale che secondo me era il feedback. Ho deciso di fare da sola una giornata di formazione sul feedback, sull’importanza di questo tema, sul perché e come dare il feedback, senza passare per persone supercritiche, ovviamente senza andare sulla persona ma sui fatti. Ho notato che questo è un qualcosa che non è così facile da risolvere, non è che con una giornata di  corso, formazione o sensibilizzando all’argomento ci riesci, e quindi abbiamo iniziato a lavorare su questo ed è qualcosa su cui sto ancora lavorando molto. Sono contenta perché per lo meno si dicono le cose, oggi. Non sempre nella maniera così specifica, perché l’importanza di dare un feedback –positivo o critico- sta nel momento in cui si riesce a circostanziare un problema o un aspetto. Se è troppo generico non può essere qualcosa di positivo come per apprendere o gestire un errore. Quindi allenare le persone -e anche sé stessi, perché non è facile- a dire le cose come sono, magari con parole gentili perché a volte essere duri non serve; è un esercizio costante perché andiamo in qualche modo contro una cultura che abbiamo acquisito nel corso degli anni, perché, ad esempio, al cliente certe cose non si dicono, al capo non bisogna dirlo perché altrimenti si offende…quindi è un processo sempre in avanzamento continuo.

 

Afsoon, del feedback si è parlato e scritto moltissimo. Voi, come siete riusciti a metterlo in pratica, quali sono i risultati che avete ottenuto?

Ad esempio, in un rapporto commerciale, dare un feedback al cliente,ogni tanto fermarsi e dire: “Anche se le cose vanno bene, c’è sempre qualcosa da dire. Non ci sentiamo da un po’ di tempo, facciamo una riunione oppure sentiamoci al telefono per vedere se tutto va bene, se tutto sta andando come abbiamo programmato…” Questo non darsi per scontato. Serve proprio come strumento gestionale dei rapporti.

L’altro elemento dove vedo molto utile il feedback è quello di imparare dagli errori. Sembra che noi non riusciamo ad imparare dagli errori, con persone o nei processi aziendali. Magari facciamo la stessa cosa per tre anni, prendiamo lo stesso progetto, tutte le volte diciamo: “ah, l’anno scorso abbiamo fatto così, è andato male perché abbiamo sbagliato qua e là”, poi riprendiamo esattamente e facciamo gli stessi errori. Allora, anche lì, forse perché non abbiamo fatto il punto della situazione, non ci siamo dati feedback su alcuni pezzi del processo al momento giusto, allora abbiamo ripreso di nuovo a fare gli stessi errori. Per questo il feedback è importante anche nel processo di apprendimento degli errori.

Se ho capito bene, lo strumento feedback vi dà almeno tre ordini di vantaggi: uno rispetto ai clienti esterni, avete imparato a non dare niente per scontato nella relazione con il vostro cliente; il secondo a livello interno, organizzativo, avete imparato a imparare dai vostri errori, a riprenderli e costruire sui lavori fatti; il terzo, che il feedback è uno strumento quotidiano, non è qualcosa da relegare nel colloquio di firme che si tiene una volta l’anno. Mi confermi?

Diciamo che è cominciare ad essere un po’ meno timidi, perché non è così facile per la nostra cultura dare dei feedback e neanche accettarli, anche quando sono positivi.

 

www.videodimpresa.com


Categorie

CANALI: Capitale Umano, Strategia
FORMAT: Punti e Capi

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