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Come far girare la ruota di Deming?

Rinaldo Cataluffi

 

Amministratore Delegato di Berloni SpA

Un nuovo appuntamento con Rinaldo Cataluffi, Amministratore Delegato di Berloni SpA. Nella scorsa intervista aveva citato il PDCA; noi, curiosi, gli abbiamo chiesto di approfondire anche questo tema. La ruota di Deming o PDCA è uno strumento volto al miglioramento continuo della qualità; Rinaldo ci parla degli errori più comuni che si commettono in azienda relativamente all'utilizzo ottimale dell risorse.

Trascrizione

Siamo tornati da Rinaldo Cataluffi, Amministratore Delegato di Berloni SpA; la volta scorsa aveva citato il metodo PDCA. Rinaldo, riesci a darci qualche ragguaglio in più?

Trovo bellissima la PDCA (Plan-Do-Check-Action) e ne ho apprezzato l’utilità nel momento in cui la globalizzazione ha cambiato il nostro modo di ragionare, ci ha posto a contatto con altre culture, con altri modi di lavorare. Il mondo va visto a 360°, da latitudini diverse, non solo attraverso la finestra del proprio ufficio. Esperienze a livello internazionale mi hanno fatto capire che noi italiani, purtroppo anche su questo, ci basiamo troppo sulla fantasia, sulla quale siamo notoriamente forti.

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Siamo tornati da Rinaldo Cataluffi, Amministratore Delegato di Berloni SpA; la volta scorsa aveva citato il metodo PDCA. Rinaldo, riesci a darci qualche ragguaglio in più?

Trovo bellissima la PDCA (Plan-Do-Check-Action) e ne ho apprezzato l’utilità nel momento in cui la globalizzazione ha cambiato il nostro modo di ragionare, ci ha posto a contatto con altre culture, con altri modi di lavorare. Il mondo va visto a 360°, da latitudini diverse, non solo attraverso la finestra del proprio ufficio. Esperienze a livello internazionale mi hanno fatto capire che noi italiani, purtroppo anche su questo, ci basiamo troppo sulla fantasia, sulla quale siamo notoriamente forti. Con i tempi che ci sono è fondamentale razionalizzare le nostre attività quotidiane, non come –normalmente- il manager italiano è bravissimo a fare. Questa è solo una delle quattro cose che compongono questa ruota ideale, per essere circolare devono esserci anche le altre tre.

E’ dunque fondamentale analizzare e progettare le nuove soluzioni, l’implementazione –nel fare, siamo abbastanza bravi -  e le altre due cose, che sono criticità: nell’implementare, bisogna andare a monitorare e verificare se i risultati sono il linea al progetto che abbiamo fatto precedentemente. Quali sono i ritorni che ci aspettiamo dall’investimento, dal punto di vista sia qualitativo che quantitativo? A quel punto la verifica ci porrà davanti a due situazioni: le cose che sono in linea, o migliori rispetto a quelle che abbiamo ipotizzato, che dovranno diventare lo standard, e le cose che non sono andate come pensavamo, dovranno ricominciare il ciclo del miglioramento continuo.

Un luogo comune ci dice che i Giapponesi sono stati bravi a fare Plan, Do, Ceck, Action, mentre gli Anglosassoni si sono focalizzati molto più sul Plan, e sul Check; gli italiani d’altro canto sono molto più concentrati sul Do e sull’Action, fai e aggiusta. Qual è la sua esperienza a riguardo?

Assolutamente sì, è vero.

Quale suggerimento può dare a un imprenditore italiano su come migliorare il metodo PDCA e comprendere meglio i benefici e i vantaggi?

Fare dei piloti. L’idea deve essere prima progettata, per ridurre il rischio ed accelerare la successiva implementazione massiva.

Un altro luogo comune recita che se perdo tempo a ideare e progettare le cose, intanto i miei concorrenti sono già avanti e mi hanno sorpassato. Meglio partire subito.

Sbagliatissimo. Con questa regola spesso e volentieri ci si accorge che si fanno dieci cose, e se ne sbagliano nove. Con l’altro principio magari se ne fanno cinque, però se ne azzeccano quattro.

Ancora una volta, una questione di efficienza.

Efficienza ed efficacia. Sono coniugate nel rendere fluido il sistema, altrimenti risulta difficile trovare le strozzature; nella mia esperienza, progetti anche molto belli non sono riusciti proprio per carenza di progettualità.

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CANALI: Strategia
FORMAT: Punti e Capi

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