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Social Media vs PMI: chi la spunterà?

Matteo Bianconi - seconda parte

 

Copywriter e Social -Media Strategist di Pragmatika

Continua la nostra chiacchierata con Matteo Bianconi, Copywriter e Social Media strategist. Matteo ci darà altri utili consigli per l'approccio ai Social Media e ci parlerà di un caso emblematico di crisis management...avete mai sentito parlare di Patrizia Pepe?

Trascrizione

Matteo, hai già dato due suggerimenti importanti per le piccole e medie imprese italiane: il primo, è imparare a conversare con i consumatori, il secondo è rivolgersi a dei professionisti, quando si approcciano i Social Media. Ce ne puoi dare un terzo?


Potrei citare un’importante frase: “Il contenuto è Re, la relazione è Principe.” Ciò significa che sui Social Media bisogna veicolare contenuti importanti, utili, ma allo stesso tempo non lasciarli al caso.
 

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Matteo, hai già dato due suggerimenti importanti per le piccole e medie imprese italiane: il primo, è imparare a conversare con i consumatori, il secondo è rivolgersi a dei professionisti, quando si approcciano i Social Media. Ce ne puoi dare un terzo?


Potrei citare un’importante frase: “Il contenuto è Re, la relazione è Principe.” Ciò significa che sui Social Media bisogna veicolare contenuti importanti, utili, ma allo stesso tempo non lasciarli al caso. Bisogna curare il contenuto attraverso la relazione con l’utente, saper stare al gioco, soprattutto alle critiche: non c’è cosa più probabile di una critica, su uno qualunque dei Social Media. Esse possono essere costruttive e distruttive, ma in ogni caso l’azienda deve farne tesoro.


Ci vuoi fare un esempio, uno positivo e uno negativo, di approccio ai Social Media da parte delle PMI italiane?


Un caso negativo è stato quello di patrizia Pepe, un’azienda di abbigliamento, che sulla sua pagina di Facebook ha pubblicato la foto di una modella un po’ ,diciamo, “magrina”. I primi commenti partiti dopo la pubblicazione sono stati sul fatto che la modella sembrava anoressica, che così l’azienda invogliava all’anoressia…insomma, commenti sicuramente duri, ma a cui l’azienda non doveva rispondere come ha fatto. Ha ribattuto in maniera molto forte ed è iniziato un gioco al massacro: la gente ha incominciato a vedere i commenti, ad intervenire; io stesso sono intervenuto, hanno iniziato ad arrivare specialisti della comunicazione da ogni parte, cui sono seguiti gli utenti “normali”. Si è creata una bagarre incredibile, dove non solo l’azienda ha risposto male la prima volta, ma anche la seconda, la terza, la quarta, la quinta…ci sono stati penso 250 commenti su quella foto, e ne hanno prese di cotte e di crude! Chi gestiva la pagina ha fatto fare una pessima figura all’azienda. E’ stato un caso davvero molto negativo.


E un caso positivo, invece?


Potrei citare la stessa Patrizia Pepe che, dopo la crisi –quello che è successo su Facebook ha fatto calare le vendite- ha chiesto scusa, ha raccontato il perché di un atteggiamento troppo duro nei confronti del primo utente che aveva commentato, ha pubblicato anche la perdita avuta. Il Mea Culpa funziona sempre.


Quindi è importante non sbagliare sui Social Media, ma ancora di più saper rimediare agli errori che eventualmente si commettono.


Sì, nella maggior parte dei casi quando c’è un commento negativo sui Social Media, portali, forum o quello che sia, ancora oggi c’è la tendenza a cancellarlo: non è mai successo. Sbagliatissimo, perché poi il passaparola successivo è ancora peggiore.

www.videodimpresa.com

 


Categorie

CANALI: Strategia, Marketing
FORMAZIONE: Il Prof

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